In attesa dell’esame

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Sottile confine

 

Lavoro in un comune. Studio giornalismo e cultura editoriale. Mi viene naturale concentrare i miei interventi nel blog intorno al tema della comunicazione negli enti pubblici.

Mi sono trovata spesso a parlare della differenza tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica.

Certa della distanza che intercorre tra le due tipologie almeno a livello teorico, mi domando quanto nella pratica i messaggi di un ente siano riconducibili a una di queste categorie.

Sia a livello di contenuto che di modalità con cui un messaggio viene comunicato (non dimentichiamo che il medium è il messaggio) spesso delle comunicazioni apparentemente istituzionali nascondono dei messaggi il cui fine è la creazione di consenso (obiettivo che appartiene al linguaggio politico).

Mi domando: se l’oggetto della comunicazione è l’inaugurazione di un centro ricreativo giovanile e il messaggio viene trasmesso attraverso l’immagine del taglio del nastro da parte di un amministratore, che cosa è recepito dal destinatario?L’apertura del centro o il risultato ottenuto dall’Amministrazione?L’effetto ottenuto (e desiderato) sarà una visita al centro ricreativo o un sentimento di approvazione nei confronti dell’operato dell’apparato politico?

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La comunicazione ESTERNA nelle Pubbliche Amministrazioni

Lavorando in un Ente pubblico il mio interesse ricade spontaneamente nel ruolo della Comunicazione nella Pubblica Amministrazione. 

La comunicazione istituzionale  è l’aspetto più rilevante della comunicazione pubblica e si occupa di informare sull’organizzazione politico-amministrativa degli enti, di far conoscere la normativa, di consentire l’accesso alle prestazioni, di garantire la trasparenza delle decisioni, di assicurare la conoscenza degli iter procedurali, di favorire l’ascolto dei cittadini misurandone l’apprezzamento per i servizi e il gradimento degli stessi. 

Si rivolge al sistema dei media, ai cittadini, alle associazioni, alle imprese, agli altri enti, e risponde a esigenze che provengono sia dalle direzioni sia dagli organi politici in quanto strutture dell’ente. 

La comunicazione verso i cittadini

proprio nei confronti dei destinatari del servizio, le attività di comunicazione esterna assumono un ruolo centrale: da un lato contribuiscono in modo determinante alla percezione della qualità del servizio, rendendo noti e promuovendo gli elementi del servizio in grado di rappresentare una soluzione alle esigenze specifiche del pubblico; dall’altro lato costituiscono un canale permanente di ascolto e verifica del livello di soddisfazione dell’utenza, tale da consentire all’organizzazione di indirizzare la continua riprogettazione del servizio. La comunicazione rivolta in modo diretto agli utenti del servizio viene riconosciuta nella sua specificità, differenziata rispetto all’informazione rivolta ai mezzi di comunicazione di massa.  

 Poiché le amministrazioni sono organizzazioni complesse, che puntano a soddisfare contestualmente bisogni diversi espressi da segmenti di utenza diversi, attraverso un complesso portafoglio di servizi, l’efficacia della comunicazione potrà essere assicurata solo calibrandone gli strumenti operativi in funzione degli obiettivi specifici e dei contesti in cui realizza. Punto di partenza per la corretta declinazione degli strumenti operativi più indicati è l’individuazione dei target e degli obiettivi di comunicazione.  

Scegliere Come comunicare: con quale messaggio, con quali canali, con quale budget e con quali strumenti operativi.

Punto di partenza di un’azione di comunicazione è la definizione o meglio la descrizione degli individui che si intende raggiungere con l’azione di comunicazione. Solo conoscendo le caratteristiche del pubblico che si vuole raggiungere si potrà sapere: come, quando, con che mezzo e con quale intensità.  L’affinità maggiore o minore del target così determinato, rispetto aimass media, è l’elemento discriminante nella scelta dei veicoli ottimali per la comunicazione. 

Una volta definito il target occore determinare quale risposta si intende ottenere dal pubblico in questione: attirare l’attenzione, mantenere l’interesse, sollecitare il desiderio o indurre all’azione.

Sono tanti i fattori che indirizzano le modalità con cui una Pubblica Amministrazione decide di comunicare con l’esterno e soprattuto con i cittadini. Una comunicazione efficace è il risultato di un processo complesso e impegnativo.

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Torniamo a parlare di COMUNICAZIONE

  •  comunicazione istituzionale: è finalizzata ad esternare le attività e le funzioni, ad applicare norme, a regolare giuridicamente i rapporti fra i soggetti membri dell’ordinamento (comunicazione normativa o giuridico-formale); ad informare gli utenti sulle modalità di funzionamento degli uffici e sull’applicazione di norme (comunicazione di servizio); a far conoscere l’identità e orientamento operativo delle istituzioni pubbliche (comunicazione d’immagine).
  • comunicazione politica: proviene dalle istituzioni pubbliche e dai partiti o movimenti politici, ed è incentrata su tematiche controverse di interesse generale sulle quali sussistono orientamenti e opinioni contrastanti.

La comunicazione istituzionale diversamente da quella politica ha come obiettivo non la costruzione del consenso  ma la realizzazione di un rapporto di fiducia con i cittadini, volta a recuperare un dialogo costruttivo finalizzato all’accoglimento dei bisogni e a favorire una maggiore partecipazione alla gestione della cosa pubblica e quindi alla soddisfazione dei fini di interesse generale. Spesso accade però che le due tipologie di comunicazione si sovrappongano, in quanto la politica occupa gli spazio lasciati liberi dal potere amministrativo anche nel campo della comunicazione pubblica.

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Google…ancora tu

Internet a pagamento. La questione non sembra più essere “se” succederà ma “come” e “quando”.

Una settimana fa Repubblica ha divulgato la notizia del prossimo lancio da parte di Google di

Newspass

 un “sistema di pagamento integrato con la ricerca che consentirà agli utenti di acquistare con un solo click e agli editori di utilizzare un’infrastruttura unica per web, mobile e tablet per monetizzare i propri contenuti”.

Newspass “sarà accessibile via computer ma anche attraverso piattaforme differenti come telefoni cellulari, iPad e tablet pc di nuova generazione e si adatterà a qualsiasi metodo di pagamento scelto dai proprietari dei siti. Quanto ai contenuti si potrà trattare di testi, video, audio, fotografie”.

 Questo è quello che si legge negli articoli apparsi sul quotidiano e presenti anche su web:

News a pagamento, c’è Google di Massimo Russo

Diventare la banca del web di Alessio Sgherza

Per il momento però non vi sono comunicazioni ufficiali da parte di Google.

 Se si riflette sul rapporto non troppo idilliaco che intercorre fra la stampa tradizionale e il colosso Google, accusato più volte di guadagnare sul lavoro altrui e in particolare dei giornalisti che scrivono sulle testate online, si riesce a immaginare come Newspass possa essere un modo per arrivare a un accordo tra le parti, dividendo i ricavi derivati dai pagamenti online degli utenti.

 Google rimane posizionato al centro del sistema che mette gli utenti in contatto con gli editori  (confermandosi imprescindibile motore di ricerca) e si mette altresì al centro delle relazioni economiche che gireranno attorno al pagamento delle notizie. Il suo vantaggio sarà quindi tanto a livello di brand quanto a livello economico.

 Nasce un dubbio:

 Newspass non sarà uno strumento per accrescere il monopolio di Google nell’ambito di internet e della divulgazione di notizie?

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Smashing Pumpkins

Millon Collie and the infinite sadness

Disc one – Dawn to Dusk
  1. “Mellon Collie and the Infinite Sadness” 
  2. “Tonight, Tonight” 
  3. “Jellybelly”
  4. “Zero” 
  5. “Here Is No Why” 
  6. “Bullet with Butterfly Wings” 
  7. “To Forgive” 
  8. “Fuck You (An Ode to No One)”
  9. “Love” 
  10. “Cupid de Locke” 
  11. “Galapogos” 
  12. “Muzzle”
  13. “Porcelina of the Vast Oceans” 
  14. “Take Me Down” (Iha) 
Disc two – Twilight to Starlight
  1. “Where Boys Fear to Tread” 
  2. “Bodies” 
  3. “Thirty-Three”
  4. “In the Arms of Sleep” 
  5. “1979
  6. “Tales of a Scorched Earth” 
  7. “Thru the Eyes of Ruby”
  8. “Stumbleine”
  9. “X.Y.U.” 
  10. We Only Come Out at Night” 
  11. “Beautiful” 
  12. “Lily (My One and Only)” 
  13. “By Starlight” 
  14. “Farewell and Goodnight” (Corgan/Iha) 

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Attenti a quel cane

Quinn Spencer

Simpatico, intelligente, testardo e con un fiuto infallibile: è Chet, braccio destro dell’Agenzia Little, socio di Bernie, nonché narratore di questo romanzo. Anche se è stato bocciato alla scuola di polizia, Chet è un detective fatto e finito, a partire dal naso… e terminando con una robusta coda che ha un ruolo di tutto rispetto, nel vivo delle operazioni. Già, perché Chet è un grosso cane – un simpatico bastardo dalle orecchie bicolori – con l’esuberanza di Marley e il talento di Sherlock Holmes. In questa loro prima indagine, Chet e Bernie il quale ha accettato il caso per via di certi problemi di cassa che Chet non ha ben chiari, investigano sulla misteriosa scomparsa di Madison, una quindicenne coinvolta in un giro di loschi individui. In assenza di una richiesta di riscatto non sono sicuri che si tratti di rapimento, ma un fatto è certo: qualcosa puzza. E ne hanno la conferma quando cominciano le prime aggressioni ai loro danni. I due si lanciano in una ricerca a tutto campo, con l’aiuto di Suzie Sanchez, giovane cronista sensibile al fascino dell’avventura… e degli investigatori. La caccia agli indizi li porta dai quartieri residenziali della Valley ai bassifondi, da Las Vegas al deserto, tra bande di motociclisti e villaggi fantasma. E quando, arrivati al dunque, i cattivi cercheranno di ribaltare la situazione a loro vantaggio, la strana coppia si rivelerà piena di risorse, soprattutto grazie ai superpoteri canini di Chet.

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Intra-net

Lezione del 4 giugno 2010 – Informatica applicata al giornalismo

Intranet

Strumento che ha un potenziale enorme. Rappresenta la raccolta degli strumenti per chi opera all’interno di un contesto,che sia pubblico o privato, di grandi o piccole dimensioni.

Inserire all’interno di un sito solo grandi data base non cambia la normale attività di quello che ha fatto e fa un ufficio personale. In un ottica futuribile le attività legate ad intranet sono in grande crescita di credibilità e utilità.

La vera capacità di intranet è quella di dare informazioni e riceverle in cambio.

Curiosità: anche internet è nata come intranet militare.

Intranet è un mondo da riscoprire. Oggi torna a essere ricostruito come un mondo parallelo riservato a una schiera di “eletti”. Se si pensa bene tutte le aree riservate all’interno di alcuni siti sono delle forme di intranet con la differenza che in questo caso è un intranet parziale che serve solo per determinate cose.

Per chi lavora e utilizza intranet la sua gestione diventa particolarmente importante. Oggi il suo aggiornamento è demandato agli informatici senza che ci sia qualcuno che se ne occupi: viene considerato uno strumento freddo. Solo in pochi casi c’è una redazione web che si occupa sia della parte interna che esterna della comunicazione, anche se il modo di comunicare è totalmente diverso.

Oggettivamente c’è un grande buco generato dalla corsa dell’informatica: generare contenuti per le reti interne.

Dentro intranet cosa manca? Sembra una specie di mondo abbandonato, anche se tra internet e intranet non esistono due mondi separati.

Manca la diretta, la realtà del momento. Il vero limite di intranet è la staticità.

Caratteristiche: la mappa di navigazione è molto più evidente in intranet, le caselle di utilizzo sono molto più immediate.

Intranet essendo poco visibile è anche poco studiabile. Anche se spesso la sua grafica è simile a internet ma meno curata.

Ci sono grandi aziende/enti che hanno altri strumenti di comunicazione interna: radio e televisione per esempio.

Le televisioni in house servono a codificare un linguaggio interno. Vanno a mediare tra l’intranet e l’internet che si affaccia all’esterno.

Più grandi sono le società più sono alti gli investimenti in questo settore, sopratutto a causa della difficoltà di raggiungere tutti.

Anche questi sono mondi che hanno bisogno di professionalità.

La comunicazione interna ha il suo valore principale nella gestione delle conoscenze. Solo sapendo che informazioni possono andare in giro sono in grado di capire cosa può andare verso l’esterno. Solo se ho una buona comunicazione interna posso averne una altrettanto buona verso l’esterno. La condivisione è fondamentale oltre ad essere una forma di tutela.

Gli strumenti dati dalle aziende/enti (computer e soprattutto telefono) sono dati con la raccomandazione di non essere utilizzati per ragioni personali. Ma difficilmente sono stati usati per ricevere informazioni. Mancano delle figure di comunicatori interni che sappiano fare questo. 

A volte intranet viene usata per recuperare delle mancanze che si trovano su internet.

Altro elemento di intranet riguarda l’utilizzo (esclusivamente in termini informatici) del motore di ricerca, ancora più importante, se possibile, che in internet.

I CODICI

Il codice della scrittura con le nuove tecnologie è cambiato: basta analizzare come si scrive un sms.

Ci si scrive di più attraverso le mail: modo di comunicare diverso da quello che si utilizzava fino a qualche anno fa.

Comunichiamo in modo diverso a seconda delle tecnologie che abbiamo tra le mani.

E così anche parliamo in modo differente.

I codici cambiano anche in base alla selezione che noi facciamo.

I codici sono in continuo mutamento appunto perchè è in continuo mutamento il mezzo che abbiamo.

L’utilizzo (non frenetico o maniacale) delle tecnologie è fondamentale per imparare a comunicare meglio.

 

Raccomandazioni:

→ quando si studia sulle tecnologie guardare sempre una vecchia tecnologia (video su internet poadcast/video sulla televisione streaming);

discorso del blog: scriviamo troppo poco. Il codice di linguaggio è molto arido: si scrive in modo forzato per comunicare e non per raccontare;

non bisogna dimenticarsi di “usare” il prof.!!!

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Topo Gigio testimonial d’eccezione

Ecco un esempio di comunicazione istituzionale.

Devo ammettere che trovo difficile resistere fino alla fine del video…sono stata un po’ perfida ad inserire proprio questo spot.

Mossa da curiosità ho cercato  il motivo della scelta di Topo Gigio come testimonial. Nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna di prevenzione contro l’influenza A, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti ha spiegato come sia stato scelto   Topo Gigio “perche’ si tratta di un personaggio presente nella memoria di tutti gli adulti e che affascina sempre i bambini”.

Il tentativo quindi era quello di parlare ad un pubblico trasversale, in modo da rendere la comunicazione efficace ma nello stesso tempo chiara, semplice e divertente.

Ci sono riusciti?

Se penso al target di pubblico che la campagna voleva interessare, mi vengono molte perplessità. I bambini della nuova generazione seguono cartoni animati come  Dragon Ball, Gormiti, Yugioh…veramente rimangono affascinati davanti a un topo dalle grandi orecchie?

 Per quanto riguarda la mia generazione Topo Gigio non fa parte dei ricordi di infanzia, non tocca nessun tasto emozionale nascosto nella memoria…Anzi, io quasi ho una reazione allergica pruriginosa quando lo sento…

Rimane sempre la generazione nata tra gli anni 60/70…persone coetanee di Topo Gigio…che avranno sicuramente modo di rispecchiarsi nel suo essere ancora brillante ed effervescente. Certo sarà così.

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In cerca di ristoro…

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